I filari dei vigneti nella campagna di Locorotondo
I filari dei vigneti nella campagna di Locorotondo — foto: Carlo Pelagalli · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Ci sono due prodotti che spiegano questa campagna meglio di qualsiasi museo: l'olio e il vino. E la cosa interessante è che si possono visitare, non solo assaggiare.

Il bianco della Valle d'Itria

Il vino più rappresentativo della zona è il Locorotondo DOC, prodotto principalmente con le uve Verdeca e Bianco d'Alessano. È un bianco fresco, leggero e secco, che sta bene con gli aperitivi e che accompagna molto volentieri il pesce e i frutti di mare della costa vicina.

È un profilo diverso da quello che molti si aspettano dalla Puglia: la fama regionale è costruita sui rossi potenti del Salento e del nord barese, ma la Valle d'Itria, che sta più in alto e più al fresco, ha sempre fatto bianchi.

Gli oliveti

L'olivo qui è ovunque, e in alcune zone della Puglia gli alberi hanno secoli. La lavorazione dell'olio è un mestiere che si tramanda, e nei frantoi del territorio si può ancora vedere come funziona il processo, dalla molitura alla separazione.

Un dettaglio che sorprende quasi tutti: dall'olio non si ricava solo l'olio. Nei frantoi della zona si lavorano anche creme di bellezza a base di derivati dell'oliva, ed è una delle cose che raccontiamo volentieri durante le visite.

Da sapere: Le visite a cantine e frantoi si prenotano direttamente in struttura: chiedeteci in fase di prenotazione o a colazione.

Le visite che organizziamo

Dalla struttura è possibile prenotare visite guidate con degustazione finale nelle cantine della zona, lungo i percorsi dei vitigni, e visite ai frantoi per scoprire le antiche lavorazioni dell'olio. Accompagniamo anche in alcune masserie del territorio.

Non è un servizio in appalto a un tour operator: sono i posti dove andiamo noi e le persone che conosciamo. È anche il motivo per cui possiamo raccontarvi la storia di quelle costruzioni e di chi le ha fatte, che è la parte che di solito non sta scritta da nessuna parte.

La Diana, o perché i frantoi qui contano

Per capire quanto l'olio sia radicato da queste parti basta guardare il calendario di gennaio. Nei Giorni del Fuoco, che culminano con le Fanòve dell'11 gennaio, si svolge la Diana: una questua notturna ai frantoi del territorio accompagnata dalla banda cittadina, per raccogliere l'olio che secondo la tradizione alimenta la lampada votiva della Madonna della Vetrana.

Un rito che lega la devozione al lavoro dei campi, e che è ancora vivo.

Quando venire per questo

Per la vendemmia, tarda estate e inizio autunno. Per la raccolta delle olive e la molitura, autunno inoltrato, fra ottobre e dicembre a seconda dell'annata: è il periodo in cui i frantoi lavorano davvero e la visita è più interessante.

In primavera la campagna è nel momento migliore dal punto di vista del paesaggio, e la Festa d'Aprile aggiunge il contesto.

Cosa portare a casa

Se volete portare via qualcosa che abbia davvero a che fare con questo territorio, le due cose ovvie sono anche le più sensate: una bottiglia di olio e una di bianco locale. Per l'olio, l'acquisto diretto in frantoio è quello che dà più garanzie sulla filiera; per il vino, la cantina vale lo stesso ragionamento.

Attenzione a un dettaglio pratico se viaggiate in aereo: l'olio e il vino vanno in stiva, imballati bene. I frantoi e le cantine della zona sono abituati alla richiesta e sanno come confezionarli.

La campagna che ci sta attorno

Il paesaggio che si attraversa andando da una cantina a un frantoio è la parte che nessuno mette in programma e che quasi tutti ricordano: filari, oliveti, muretti a secco e trulli sparsi. Non è un paesaggio naturale, è un paesaggio costruito, e il fatto che regga ancora dopo secoli dice qualcosa sul modo in cui è stato fatto.

È anche il motivo per cui l'arte dei muretti a secco è stata riconosciuta dall'UNESCO come patrimonio culturale immateriale nel 2018: non per i muri in sé, ma per il sapere pratico che li ha prodotti e che si tramanda ancora.

Dormire in campagna, a due passi dalle grotte

Il B&B L'Isola Felice è a Castellana Grotte, fra i trulli e gli ulivi: un trullo in pietra, un appartamento con cucina e camere con bagno privato, con piscina all'aperto e colazione inclusa.